sabato 9 maggio 2015

ABSURDUM quia ABSURDUM

15 immigrati si rifiutano di alloggiare
in un albergo perché le camere sono prive
di tv a colori e di internet.
Domanda a chi si sbraita tanto in nome di
una solidarietà spesso pelosa:
-quanti italiani vivono in un albergo,  serviti. e riveriti
ad ogni ora del giorno, utilizzando internet a sbafo?
Tanti immigrati arrivano come profughi, privi di qualsiasi documento.
Sono privi di documenti: fatto che facilita infrazioni
anche su strada, dove circolano con veicoli sgangherati
che ignorano revisioni e codici.
L'Italia è il paese dell'ASSURDO.

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LA BUONA SCUOLA

Nel 2003, si parlava di nuova scuola e si basava sull'autonomia. Ma è venuta un'autonomia vuota che non produceva istruzione, ma burocrazia, sia pure, come si dice, partecipata(!).
Sicuramente, Renzi ha buone intenzioni, ma si faccia confessare dalla moglie, insegnante, come si studia, come si nominano i supplenti, come si fa lezione, come si impegnano i docenti, come è la preparazione degli alunni al momento della licenza e del diploma. Ovviamente: in camera caritatis, non coram populo.
La scuola pubblica è destinata a rimanere vecchia , ma non per le strutture bensì per l'impostazione complessiva che la sorregge, su ispirazione dei politici.
Chi può, per danaro, manda il proprio figlio in un istituto privato, in modo da uscirne con l'adeguata preparazione da leader.
L'informazione è potere. Lo aveva capito anche quel prete di campagna che era don Milani.
E la conoscenza standardizzata della scuola pubblica non potrà mai fronteggiare la vera buona scuola.

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venerdì 8 maggio 2015

PENSIONI INDORATE

PENSIONI INDORATE

La Consulta ordina l'adeguamento di alcune pensioni il cui aumento  era stato bloccato a causa della crisi, ormai invocata per ogni giustificazione di atti contro la gente. Ma il governo sembra pronto ad un decreto per bloccare, a sua volta, la decisione della Consulta.
Ormai assistiamo,  checché se ne dica, a una democrazia, questa veramente ferma all'idea e agli interessi del momento senza un concetto preciso.
La deriva è già tra noi che, tanto, non capiamo più nulla di chi ci dovrebbe guidare.
civis

IMMIGRATI AL LAVORO

Alfano ha avuto un'idea, a dir poco, stravagante: i comuni facciano lavorare GRATIS gli immigrati!
Ma la cosa è praticabile?
Questi lavoratori volenterosi sono disposti a prestare la loro fatica senza retribuzione, quando possono avere vitto e alloggio sin d'ora senza alcun problema burocratico?
La gente pensa una sola cosa al riguardo: Alfano vive nel mondo siderale.
Sugli immigrati si gioca sempre con assoluta ipocrisia, nascondendo i problemi politici che generano  altrettanti problemi sotto il profilo sociale ed economico.

civis

RIFORMA SCOLASTICA

Partiamo da un dato di fatto: la realtà mette in risalto la persistenza di una preparazione scolastica poco rassicurante.
Il fenomeno, ancorché generalizzato, non è interamente imputabile alla scuola, che ha meriti e pecche ascrivibili a singoli operatori.
La scuola non è un'istituzione astratta e asettica, dove sono chiamate a convivere persone diverse per provenienza sociale, economica e culturale. Essa, perciò, risulta l'intreccio reciproco delle caratteristiche ambientali che l'alunno, soggetto soggetto di istruzione, porta con sé, spesso in modo inconscio, a livello di stato d'animo latente.
Insomma, l'ambiente diversificato di provenienza costituisce quella che, altre volte, ho definito cultura contigua, cioè talmente vicina che influisce, quasi automaticamente, sulla formazione del giovane e che, oggi, risulta preponderante attraverso i mass-media.
Conclusione: la scuola, se veramente riformata, deve inserirsi tra l'alunno e le offerte della società, puntando a stimolare il senso critico attraverso lo studio e non considerando l'alunno un mero contenitore vuoto da riempire.
Soltanto con tale metodo, il ragazzo sarà in grado di fronteggiare anche la cultura contigua proveniente da molte fonti.

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giovedì 7 maggio 2015

IL POTERE LOGORA...

L'allarme viene da quel l'irraggiungibile, ma tragicamente reale, entità che è l'UE,cioè l'Unione europea: nel 2050, la spesa previdenziale crescerebbe dal 10% attuale al 17,6 %.
Tra parentesi: come sono bravi a prevedere scenari che nessuno, nel 2050, si impegnerà a verificare!
Come si vede, vengono sciorinare, comunque, tabelle numeriche che, quasi certamente, anche un ragioniere  fresco di diploma è in grado di esporre, per sostenere quanto burocrati e politici di Bruxelles vogliono approvare: l'età pensionabile dei cittadini europei va innalzata.
Diciamo subito che l'ottica in cui si inquadra la proposta è di tipo esclusivamente commerciale. Il cittadino viene messo alla pari di un prodotto e, come tale, gli va attribuito un prezzo che, come ogni merce, è variabile in dipendenza di fattori più o meno validanti.
Dal discorso sul pensionamento va escluso il soggetto destinatario delle delibere politiche, ancorché chiamato/costretto a operare ulteriori rinunce. Cosa da cui sono esenti gli inquilini dei dorati saloni di Bruxelles.
Concludiamo con qualche pensierino:
Primo. Se i conti pubblici vanno male, la colpa è di chi non li ha saputo gestire. Quindi, tutti i responsabili a casa!
Secondo. Occorre applicare un criterio di equità retributiva anche per burocrati ed europarlamentari.
Terzo. Le attività esercitate da legislatori e mandarini, oltre che ben remunerate, sono oltremodo gratificanti sotto il profilo psicologico e sociale.
Quarto. Il termine di confronto per fissare l'età pensionabile non devono essere la vita e il ruolo del burocrate, ma vita e lavoro del dipendente, del muratore, della casalinga, e via dicendo...
È proprio sempre più attuale l'aforisma dell'arguto Andreotti: <<il potere logora chi... non ce l'ha>>.

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EUROPA E POPOLO

Le parole sono sempre in movimento, a seconda anche dell'utilizzo che ne facciamo in un determinato contesto.
Cambiano anche di significato, a volte a ragion veduta, spesso per malafede o interesse.
L'aspetto più deleterio si registra quando il senso muta per un momento e, l'attimo successivo, se ne ripristina il significato originario. Come dicevo: a ragion veduta, sì, ma a ragion veduta nostra.
Prendiamo, per esempio, la parola "Europa".
Sentiamo e leggiamo sempre più frequentemente, ad abundantiam:
l'Europa ha deciso, l'Europa ha deliberato ecc..
Ma ci chiediamo, almeno qualche volta, che cosa è  (prealmente l'Europa e chi si nasconde dietro questo termine tanto abusato?
Essa è veramente la realtà che rappresenta gli interessi di cittadini che hanno scelto persone per rappresentarli a Bruxelles?
È, purtroppo, vero che gli europarlamentari nascondono le loro decisioni, a volte troppo stupide (per es.: le dimensioni delle mele e dei cocomeri), sotto l'ombrello dell'Europa.
Che, guarda caso (!) è fatta solo da loro che dicono di << lavorare per il popolo>>.
Ma popolo è ormai un termine privo di significato e, in misura maggiore, di forza contrattuale.
civis